Alfabeto stella: Chilometri

Serena Gaudino



Chilometri
Da quando il terremoto ha distrutto il centro storico di L’Aquila la maggior parte dei cittadini che abitavano lì si sono riversati in periferia accettando le sistemazioni nei MAP o nei Progetto C.A.S.E.

Qualcun altro ha preferito trasferirsi in alcuni dei paesi rimasti illesi o appena appena danneggiati della prima e seconda cintura, optando per la cosiddetta “autonoma sistemazione”. Altri ancora hanno preferito trasferirsi a Pescara o a Roma, pur senza rinunciare alla residenza.

Questo ha provocato un cambiamento del modo di vivere, in ogni individuo. Non esistendo più un centro della città, tutti i servizi, istituzionali e non, sono stati disseminati su un territorio molto vasto e lontano da ogni idea urbanistica, anche moderna o contemporanea, di “città”.
La nuova cosa in cui si sta trasformando l’Aquila, difatti, ora non è altro che un grosso agglomerato urbano alle pendici del centro storico, con un diametro di circa 30 chilometri fornito soprattutto di centri commerciali.

In questo spazio, l’automobile è diventata un bene essenziale e prezioso. Per muoversi, per incontrarsi.
L’automobile è il mezzo con cui gli aquilani alimentano l’amicizia, l’incontro, lo scambio. Senza di essa non potrebbero raggiungere il centro commerciale per fare la spesa, il bar per pranzare con un’amica, lo sportello bancomat vicino al supermercato. Non potrebbero permettere ai figli una vita normale con la frequentazione di una palestra, un dopo scuola, un oratorio. Il senso di spaesamento sarebbe ancora più difficile da sopportare.

L’automobile attutisce il colpo. Anche se poi costa cara. Perché di chilometri al giorno se ne fanno tantissimi, e per i motivi più svariati.
Gli autobus non coprono a soddisfazione le esigenze e passano di rado.

N. abita a Tempéra ma lavora a L’Aquila. Ogni giorno percorre 20 chilometri di autostrada per andare e altri 20 per tornare. Qualche volta ne aggiunge altri 40. Quando, ad esempio, deve tornare a casa per una commissione e rientrare in città per un incontro, una festa, un convegno. Allora diventano 80 i chilometri. Tra l’altro non l’ha scelto neanche lei di andare a vivere a Tempéra.

C. possiede una Panda gialla a gasolio. Abita a Cese di Preturo, un paese della prima cintura di L’Aquila. Peccato che da lì gli autobus per la città sono rari. E così per muoversi C. usa un’automobile che divide con suo figlio. Il marito, per andare a lavorare, ne usa un’altra. Tutta sua. C. spende tra i 30 e i 50 € a settimana di carburante. Se tutto va bene. Perché poi ci sono le uscite straordinarie. I fuori percorso: le gite, i viaggi.

A. per raggiungere il suo posto di lavoro non è costretto a spostarsi in auto. Ma l’auto la usa per raggiungere gli amici, per trasferirsi da una zona all’altra della città, per mischiarsi, la sera, tra i giovani che frequentano il Boss a piazza Santa Margherita. Il suo consumo giornaliero è di una trentina di chilometri.

T. vive a San Demetrio, alle porte di L’Aquila. Nelle vicinanze di Onna. Di automobili ne ha due: un furgoncino che utilizza per portare in giro le attrezzature teatrali e una berlina a uso privato. Lei e il marito in giro per commissioni percorrono in media 40/50 chilometri al giorno a testa.

S. usa la bicicletta. Ha deciso che l’automobile non fa per lei. Ma è ben disposta ad accettare passaggi che dalla pianura attorno a L’Aquila la portano su nel centro. La strada è lunga e in salita. Le discese sono più semplici.

A. quando abitava in centro percorreva in auto massimo 10 chilometri al giorno, ma neanche sempre. Ora che è in uno dei famosi insediamenti ne percorre da 40 a 45, tutti i giorni.

R. va avanti e indietro dall’università al centro storico almeno quattro volte al giorno: usa una macchina a gasolio ma ormai il gasolio costa quanto la benzina. E la stessa cosa fa suo marito che fa il commissario di polizia.

P. abita a Paganica: 3 chilometri. Sembrano niente ma sono tantissimi: soprattutto se hai due bambini piccoli e devi portarli a scuola, dai nonni, in palestra. Se vai di fretta, trovi traffico, devi andare a lavoro, piove. P. spende circa 150 euro a settimana di benzina, pensa di farsi un impianto gpl.

G. è tra gli sfrattati di Onna. Anche lei vorrebbe evitare di spendere circa 200 euro al mese di carburante. Ma non può. Come gli altri percorre tra i 45 e i 50 chilometri al giorno per lavoro, commissioni e spese…








pubblicato da s.gaudino nella rubrica stella d’Italia il 4 novembre 2013