Legale.

Tiziano Scarpa



Ogni anno, le prime sere dell’ora legale ci prendono alla gola. Non è soltanto uno spostamento in avanti del tempo e della luce. La stupefacente sera si lascia rimirare nell’ora in cui non siamo più indaffarati, mentre il mondo rincasa e tutti ciondolano per le strade alla fine del lavoro, con il naso per aria. Fra le sette e le otto restiamo a guardare questo supplemento di edificio celeste, come un piano aggiunto a una torre che credevamo già completata. Il crepuscolo mostra ai nostri apparati cromosensibili che cosa è in grado di fare un sistema solare. La coda della luce che slitta via dietro l’orizzonte, propagata dall’atmosfera, si mescola agli umani manufatti. Le cornici di pietra bianca intorno ai portoni e alle finestre delle case emettono un albore fluorescente. I lampioni rivelano il loro vero scopo: i nostri occhi, immersi nel fotostrato stradale, guardano il blu crepuscolare attraverso il giallo elettrico, ottenendo un turchino cupo che dà lo sgomento da quanto è assoluto.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 3 aprile 2008