Cartoline dai morti #7

Franco Arminio



Quando si è morti non succede più a niente al nostro essere, ma solo al nostro avere. E allora avevo le scarpe e sono marcite, avevo gli occhi e li ho perduti. Il nostro essere non va da nessuna parte per il semplice fatto che non gli succede più niente. Come si fa ad andare all’inferno o in paradiso?

Ero scapolo, sono morto di polmonite in una notte di gennaio. Ero solo. Mi hanno trovato il giorno dopo. Tutta la casa era già piena del mio odore da morto. Una vicina di casa ogni tanto mi metteva una mano sulla fronte. Pure lei aveva uno strano odore di mele marce.

Avevo appena detto che mi sentivo bene. Mia madre stava cucinando. Mio padre era uscito a prendere un poco d’aria. Io stavo pensavo di farmi un solitario con le carte, erano anni e anni che non lo facevo.

Io ero giovane. Avevo fatto l’amore la sera prima. Mia moglie aveva goduto moltissimo e mi aveva detto di amarmi all’infinito. Lei si è alzata presto per andare a lavorare. Mi ha dato un bacio mentre dormivo. Io sono rimasto nel letto fino alle dieci. Quando ho provato ad alzarmi ho sentito un chiodo che mi entrava nel cuore.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica racconti il 3 aprile 2008