Segnavento Pontormo

Sergio Nelli



E’ uscito in questi giorni in libreria una mia scrittura teatrale dal titolo Segnavento Pontormo, edita dalla casa editrice Titivillus, che fa cose di teatro. Il libro si può trovare anche in IBS e in altri distributori internet.

Eccone uno stralcio: Jacopo in un campetto in campagna vicino a Careggi.

JACOPO (a un cadavere) Io devo guardarti meglio. Ecco, il tuo incarnato, le unghie scheggiate, i denti tra le labbra vizze. Dov’è la tua bellezza, morto? Come faccio a mettere la bellezza nella tua decomposizione, nella corruzione che ti lavora? Eppure ci sono mille cose brutte che io amo; persino la merda mi piace guardare. E i brutti ricordi che diventano belli...
Mamma, babbo, io vi aspettavo col cuore gonfio d’amore e voi siete morti! I muri sbrecciati a Pontorme, i rami dei rampicanti che spaccavano le pietre nella mia stanzetta e nella cucina e la puntura di una vespa sul mio braccio… Quella puntura la coccolavo, la lisciavo con orgoglio. Sono stato più orgoglioso di questa espansione del mio corpo che dei complimenti che mi hanno fatto i grandi. E tu invece, non hai più ricordi? Dove sei ora? Chiunque tu fossi sei diventato uguale. E la luce ti cambia come cambia una corteccia, un sasso, una scarpa sfondata o la chioma di quell’albero che se la guardi muta. Il tuo povero piede straziato, voglio raffigurarlo com’è. E’ l’anima che vuol superare la miseria e metterla dentro l’arte … Battista! Portami altri fogli. E’ un’occasione questa da non lasciarsi sfuggire. Ecco dove finirai giovanotto attempato con i tuoi fili bianchi nei capelli: in una pittura. Niente passato, niente progetti, niente sensibilità; ma finirai in un diluvio o in una resurrezione, dentro l’arte, dentro la poesia. Ti importa qualcosa? Disegna composto, con tratti rapidi.

Io ho cercato solo di guardare un minuto più degli altri: un vassoio, un viso arrossato, l’acconciatura di una ragazza, la postura di una madre. Questo l’ho imparato dai maestri, da mio padre Bartolomeo che nemmeno ricordo. Ma trasformare questo spavento e la miseria e il buio, ognuno deve impararlo da sé.








pubblicato da s.nelli nella rubrica libri il 31 marzo 2008