Ciecamente.

Tiziano Scarpa



Letto il primo atto del Sindaco del rione Sanità, poi visto in video lo stesso atto, con Eduardo protagonista. Poi di nuovo su carta, secondo e terzo atto: a quel punto i personaggi avevano un volto, me li vedevo con le fattezze degli attori, nella scenografia ripresa dalle telecamere. È stato un modo tutto speciale di leggere, come se le battute e le didascalie del testo teatrale muovessero pupazzetti dentro di me, caricati a molla dal ricordo delle immagini, con il loro repertorio facciale pronto alla bisogna. Una mia amica invece ha girato la biografia per la tivù di una celebrità degli anni Sessanta, e ora sta trascegliendo dalla gran mole di materiali che ha raccolto, ne farà un libro. Fra una cosa e l’altra, è da un anno che se ne occupa, le esce dagli occhi. Le è anche apparso in sogno: “Che cosa vuoi da me? Perché non mi lasci in pace?” Poi ci sono i personaggi del mio prossimo libro. Per adesso me li figuro ciecamente, ancora senza faccia, vivaci solo a tratti.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 27 marzo 2008