Elezioni.

Tiziano Scarpa



Da un mese davanti a casa nostra c’è un’installazione di arte contemporanea. Diciotto pannelli, fissati con del filo di ferro a una struttura di tubi metallici. Non conosco l’artista. Ho considerato con attenzione quest’opera enigmatica, l’ho perlustrata davanti e dietro. Ma c’è un fronte, c’è un retro? Le facce dei pannelli sono quasi uguali: superfici opache, arrugginite in alcune zone, o corrose da qualche acido, come se qualcuno si fosse accanito a scrostare via qualcosa. Ricordano certi quadri degli anni Cinquanta, Tápies, Burri. Potrebbe essere un paravento, che nasconde la città per renderla desiderabile, erotica. Oppure sono vele di un’imbarcazione ancorata al suolo, impossibile da far salpare: infatti grandi contenitori di plastica pieni d’acqua appesantiscono la struttura. Sulla sommità dell’opera c’è un titolo: Elezioni 2008. Forse l’artista voleva dedicare un monumento alla politica. Sui pannelli, da un mese, non c’è nemmeno un manifesto.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 25 marzo 2008