Rom topi ed escrementi

Sergio Baratto



Un accostamento davvero significativo in questo titolo:



"Italia Post" è un quotidiano online politicamente vicino al centrodestra.
Sul suo sito, sotto la dicitura CHI SIAMO, si legge:
«Attraverso la qualità dei nostri giornalisti, ci proponiamo di darvi, live su tutte le piattaforme, un’informazione completa, di qualità, che possa davvero ambire ad arrivare per prima su ogni notizia».

***

Vorrei adesso sottoporre il testo del titolo riprodotto qui sopra a una specie di gioco che io chiamo "la prova dell’antisemita".
Il gioco consiste nel riscrivere un testo sostituendo i termini indicanti la categoria di volta in volta stigmatizzata (qui: "zingaro", "rom", "nomade" ecc.) con "ebreo", "giudeo" (in caso di parola usata con accezione spregiativa), "israelita"...
Spesso il testo così ottenuto esplicita e denuda - in modo sgradevole ma efficace - il livello di civiltà/inciviltà del testo originario, laddove capita invece di frequente che concetti brutali - i medesimi che in altri contesti non esiteremmo a percepire come feroci e immorali - passino bizzarramente inosservati, come se un diaframma ci separasse dal significato profondo delle parole che pure li esprimono.

«LAVORARE TRA EBREI TOPI ED ESCREMENTI.
Milano 1938, intere zone lasciate in balia degli israeliti.»


La domanda è la seguente: un direttore editoriale, un giornalista o una caporedattrice che permettono/inventano un titolo del genere e non avvertono in esso alcunché di terribile saprebbero usare altrettanto a cuor leggero quest’altro titolo solo lievemente modificato e sostanzialmente equivalente?








pubblicato da s.baratto nella rubrica democrazia il 25 ottobre 2013