Cartoline dai morti #6

Franco Arminio



Io camminavo per strada. Sono stato investito da una macchina. Mi sono trovato con la faccia a terra. Ho fatto solo in tempo a capire che il sangue per terra era mio. Ho pensato a mia madre poi non ho pensato più niente: il sangue, l’asfalto, la mia testa, tutto mi è sembrato dolcemente inutile, quello che è stato e quello che sarà, la mia vita e quella degli altri.

Negli ultimi giorni veniva il prete, poi veniva il medico. Davanti a me c’era sempre qualcuno. Non mangiavo da dieci giorni. Ogni tanto guardavo il crocifisso e pensavo che la vita è tutta un imbroglio.

Fuori era una bella giornata. Ricordo che ho pensato di non voler morire con tutto quel sole fuori. Ho sempre sognato di morire di notte, nell’ora in cui abbaiano i cani. E invece sono morto a mezzogiorno, mentre alla televisione cominciava un programma di cucina.

Io mi sono impiccato. È stata una decisione che avevo preso da tempo. Vivevo insieme a mia sorella. Lei era triste e cattiva. Non mi voleva bene. A noi, credetemi, non ci vuole bene nessuno e non vogliamo bene a nessuno. Quelle che facciamo sono solo prove, prove di amore e prove di odio, ma non ci riescono né queste né quelle.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica racconti il 17 marzo 2008