Sante ragioni

Teo Lorini



Un esempio recentissimo testimonia quanto sia necessario questo bel saggio: Ian Wilmut annuncia di voler privilegiare altri filoni di studi perché le staminali embrionali (di cui è un’autorità) non danno i risultati sperati. Sul Corriere, Galli della Loggia commenta la notizia. Con valutazioni scientifiche? Non sia mai! Il corsivista coglie l’occasione e chiama in causa “il partito del: Dàlli all’embrione” ( sic) e per poco non ordina ai suoi aderenti (Pievani incluso) pubblico autodafé.
Sante ragioni analizza con garbo, ironia e lucide argomentazioni la costante ingerenza della Chiesa cattolica nella vita dei cittadini italiani. Al pari delle grandi banche miste sorte in Germania dalla metà del sec. XIX, la Chiesa pretende di assistere il cliente (pardon: l’individuo) “dalla culla alla tomba” e non c’è aspetto dell’esistenza per cui la Santa Sede non abbia un’opinione radicata e, spesso, “non negoziabile”. Ecco una rassegna degli ambiti in cui tali ingerenze si manifestano: nascita e concepimento, educazione e scuola (impagabili le recenti sortite ratzingeriane contro l’evoluzionismo), relazioni amorose, bioetica, questioni civili, fiscali (ahi, ahi) e naturalmente morte, a partire dall’accanimento contro i malati terminali e il diritto, sancito dalla Costituzione, di rifiutare le cure.
Non è questo un attacco alla Chiesa, ma un promemoria su come ogni suo Diktat influenzi la vita di tutti gli italiani indipendentemente dall’appartenenza religiosa. E in più è la presa di coscienza di un’inquietante aberrazione: la Chiesa è padronissima di proibire o concedere scelte ai propri fedeli (almeno a quelli che riesce a convincere), è però allarmante che le sue proposizioni non vengano più presentate come “dogmi di fede, oggetto di devota e cieca credenza”, ma come “manifestazioni di razionalità”. Per essere un’istituzione millenaria, la Chiesa rivela memoria corta. Senza scomodare i tre persiani delle Lettere di Montesquieu è però bene ricordare che gli atti d’una religione sono mera superstizione per i praticanti delle altre e che, per chi è pacificamente laico (in Italia, grazie anche a certe proposizioni vaticane, la percentuale è rilevante), il sintagma “razionalità della fede” è e resta un ossimoro.

Carla Castellacci-Telmo Pievani, Sante ragioni, Chiarelettere, pp. 275, euro 13.60.

Pubblicato su «Pulp Libri» (n. 71)








pubblicato da t.lorini nella rubrica libri il 14 marzo 2008