Io.

Tiziano Scarpa



Dormito poco, svegliato presto, camminato per tutto il giorno. Poco prima di cena passo in albergo, mi stendo a letto e mi addormento per un po’. Quando riapro gli occhi, non ricordo dove sono, chi è questa donna che mi sta di fronte, chi sono io. Dura per qualche secondo. Sono un organismo senziente, un corpo disteso di lato che non riconosce la stanza che gli sta intorno, la vede con la testa poggiata di lato, non comprende nemmeno che si tratta di una stanza. Vede il mondo come se fosse la prima volta, compreso il vedere, non sa ancora di avere degli occhi mentre li sta già usando. Guarda il proprio guardare, si inoltra dentro lo sguardo come in un tunnel. Tutto è domanda, tutto è al di qua della domanda. E nonostante questa ridda di sensazioni aurorali, intorno a lui i giochi sono fatti, il mondo è organizzato: l’abitazione è hotel, la relazione sessuale è stabile, sé stesso ha un nome. In un istante quell’uomo recupera alcuni milioni di anni e ridiventa io.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 3 marzo 2008