Sotterranea.

Tiziano Scarpa



Visita alla Napoli sotterranea. Sotto le case si sono grandi cavità che sono state utilizzate come acquedotti, cisterne, celle funerarie, scolatoi per imbalsamazione di cadaveri, catacombe, tunnel militari, rifugi antiaerei, depositi di detriti. Nessuno mi aveva mai detto che Napoli è la cava di se stessa. In parole povere, la tecnica era questa: si scavava una buca, e con il materiale ricavato si costruiva, sopra quella buca, un edificio. Moltissimi palazzi sono fatti con il tufo scavato sotto di loro. Poggiano sul vuoto necessario alla loro costruzione. La città è doppia: sotterranee bolle cubiche riflettono quelle gonfiate allo scoperto. Ogni edificio è fatto letteralmente da uno scambio di posto fra cielo e terra, che si capovolgono e si sostituiscono reciprocamente. Una porzione di cielo va sottoterra, e la corrispondente quantità di sottosuolo va all’aria aperta. Per edificarsi è possibile scavare in sé stessi. Possiamo fondarci sul vuoto che abbiamo causato per esistere.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 25 febbraio 2008