Cartoline dai morti #4

Franco Arminio



Compravo caramelle, giornali. Parlavo di quello che si parla in giro. A un certo punto ho pensato che potevo diventare un uomo importante. Sentivo che la morte mi dava tempo. Infilai la testa nel mondo come un bambino infila le mani nella calza della befana. Poi รจ arrivato il mio giorno. Svegliati, disse mia moglie, devi partire. Svegliati, continuava a ripetere.

Mio marito lavava i piatti, la figlia grande faceva la cucina, ma io sono morta a stomaco vuoto.

Siccome era festa mi ero ben vestito. Mi ero quasi abituato alla malattia. Guardavo senza pena mia moglie che girava stanca per la cucina. Sono morto con un colpo di tosse mentre provavo a mangiarmi un mandarino.

Sapevo che quasi mai le donne muoiono all’improvviso. Infatti sono morta un po’ alla volta. Ho tenuto per molti anni il cuore tra le mani, l’ho guardato, l’ho riscaldato col respiro. Avevo il cuore e i vermi sulle mani. Da quando persi mio figlio fu la morte il resto della mia vita.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica racconti il 23 febbraio 2008