Marte - Il cavaliere, la morte e il diavolo

Teo Lorini



Edito da Mondadori nel 1976, in coincidenza con l’uscita in lingua originale, questo romanzo fervido, amaro e sconvolgente è a tutt’oggi notissimo nell’area germanica, dove è giunto alla 22a edizione. In Italia viceversa, era pressoché scomparso dalle librerie. Gabriele Capelli, piccolo editore di Mendrisio, colma questa lacuna ristampandolo ora con la notevole prefazione composta all’epoca da Italo Alighiero Chiusano.
Eccettuati pochi riferimenti cronologici, Marte sembra composto appena ieri, tanto è ancora attuale l’attitudine che l’autore stigmatizza con la ferocia cui rimanda il suo pseudonimo (Zorn vale infatti "Collera"). Il romanzo narra, con pochissimi filtri, la vicenda autobiografica dell’autore che, appena 32enne, trascorre i suoi ultimi giorni ripercorrendo la propria esistenza e identificando nella sua storia personale, nella sua educazione, nella sua casta, le cause del cancro che lo sta consumando.
Erede d’una famiglia più che facoltosa, allevato nella prevedibile villa sulla Goldküst di Zurigo, Zorn impara fin da piccolo l’aureo precetto per cui "essere borghese significa essere tranquillo a qualunque costo nel terrore di turbare la quiete di qualcun altro".
In pagine straordinarie, per cui non è eccessivo evocare il nome di Thomas Bernhard, Zorn viviseziona, metodico e implacabile, tutte le sfumature di questa morbosa ossessione verso ogni contrasto, ma anche ogni coinvolgimento: politico, personale e, peggio, sentimentale.
Il risultato è un affresco acre che nulla risparmia di un’ipocrisia non soltanto elvetica, ma da cui certo la Svizzera è meno che esente. Il rifiuto costante di ciò che costringe a prendere posizione, la falsa tolleranza nutrita di eufemismi, la paura morbosa di perdere un distacco che è invece distanza dalla vita vera, spingono il giovane Fritz nell’angoscia di una depressione costantemente rimossa e destinata a coagularsi nel nodulo di "lacrime non piante" che lo porterà alla morte. Inno alla vita di chi sta per perderla, cachinno feroce nel momento della pena più straziante, Marte è un libro che rapisce intelletto e passione e che ha la forza di far dimenticare l’urlo di morte che lo innerva, lasciandoci ammirati davanti a una scrittura caustica e nitidissima.

Fritz Zorn, Marte - Il cavaliere, la morte e il diavolo, (trad. di A. Pandolfi), Cappelli, pp. 222, euro 17.

Pubblicato su «Pulp Libri» (n. 66).








pubblicato da t.lorini nella rubrica libri il 20 febbraio 2008