Cartoline dai morti #3

Franco Arminio



Avevo cinquantasette anni e mi è venuto il cancro ai polmoni. La malattia è durata pochi mesi. Ho sofferto molto, ma non è stato un periodo peggiore degli altri. Io avevo sempre campato con l’idea che la vita prima o poi ti frega e non mi ero mai goduto niente. Ho passato tutto il mio tempo a bestemmiare. Chi mi sentiva pensava che scherzassi, io bestemmiavo veramente, ero veramente arrabbiato.

Era tutto così prevedibile, le porte che si aprono e si chiudono, il sole e le nuvole, alzarsi, parlare, andare a dormire. Pensavo che almeno la morte mi potesse fare una sorpresa e invece non mi sono accorto di niente e non potrò mai più accorgermi di niente.

Uscendo dal bar ho sbagliato strada. Il vento era forte e nevicava. Il cuore si è gelato sotto il cappotto. Prima di arrivare a casa ero già morto.

Io adesso non me le ricordo le facce di tutte le donne che non mi hanno mai voluto. Non mi ricordo neppure i nomi. Niente donne, niente sonno. Allora ho cominciato a prendere medicine per farmi venire la nebbia in testa, per vedere poco. Poi mi sono buttato con la macchina in un burrone per non vedere più niente.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica racconti il 20 febbraio 2008