Evangelisti & Moresco

Antonio Moresco



Il libro comprende un racconto di Valerio Evangelisti intitolato La controinsurrezione e un mio racconto cinematografico intitolato L’insurrezione. Prima di ogni racconto c’è una prefazione. La mia comincia così:

“Evangelisti e Moresco pubblicano un libro insieme? Ma com’è possibile?” domanderanno alcuni. “Da dove salta fuori questa strana accoppiata?”
E gli uni diranno: “Ma com’è possibile che Evangelisti si metta con quello scrittore così controverso, con un’idea così inattuale della letteratura, che non scrive quello che noi vogliamo e che il Popolo vuole?”.
“E gli altri diranno: “Ma com’è possibile che Moresco si metta con quello scrittore di genere, per lettori di bocca buona, guardato dall’alto in basso da noi letterati, autore di monnezzoni storici e spaghetti gothic?”

Questo libro è nato così.
Un giorno mi hanno invitato a parlare dei miei libri a Bologna.
“Chi vuole che la presenti?” mi ha chiesto per telefono il giovane titolare della libreria che aveva organizzato l’incontro.
Gli ho fatto immediatamente il nome di Valerio Evangelisti, che ancora non conoscevo di persona e che tra l’altro abita a Bologna.
“Buona idea!” mi ha risposto. “Ci provo.”
Il giorno dopo mi ha ritelefonato dicendomi che Evangelisti aveva accettato con entusiasmo.
Così ho incontrato per la prima volta Valerio Evangelisti, uno scrittore che leggo da anni, che rispetto e che stimo.
Mi è piaciuto subito anche come persona. Mi è sembrato un uomo con la schiena diritta, generoso, affidabile, un hombre, non un uomo per tutte le stagioni o uno dei tanti arrivisti che ci sono in giro.
Così, dopo pochi minuti, prima ancora di cominciare la nostra presentazione, gli ho buttato lì: “Avrei da farti una proposta indecente”.
“Ah… ma io accetto subito!” mi ha risposto senza un attimo di esitazione, col suo accento bolognese.
Mi era venuto in mente lì per lì, all’improvviso, di proporgli di pubblicare insieme un libro sul Risorgimento, mettendo uno accanto all’altro un racconto cinematografico che avevo scritto da poco e un suo racconto sullo stesso tema.
“Adesso sto finendo due romanzi contemporaneamente” mi ha detto “una pazzia che non rifarò mai più. Ma appena ho finito lo scrivo e te lo mando.”
Così, in due secondi, fuori e contro le piccole gabbie in cui vengono rinchiusi gli scrittori “letterari” e quelli “di genere”, le divisioni e i target su cui continuano a campare -o a morire- in molti, da una parte e dall’altra. Come se non ci fossero differenze in tutti e due i campi tra uno scrittore e l’altro, come se non ci fosse invece bisogno di un movimento che li attraversi entrambi, libero, moltiplicatorio, spiazzante, verticale, profondo. Come se, accanto alla “letteratura di genere”, non venisse tenuto in vita in questi anni anche uno speculare “genere letteratura”, altrettanto inerte e clonato della peggiore letteratura di genere.








pubblicato da a.moresco nella rubrica libri il 11 febbraio 2008