Il sacro segno dei mostri

Teo Lorini



L’ultimo spettacolo di Danio Manfredini è la mise en scène del taccuino di schizzi che l’autore ha tratto dalle proprie esperienze come operatore manicomiale.
Sul palco i malati si trascinano in movimenti disarticolati, si bloccano in rictus spastici. Estroiettano un dolore inesprimibile, urlando e sbavando, stiracchiando vocali e accenti. Lo riversano nella volgarità spaventosa dell’alienato che implora un gesto d’attenzione.
I diversi quadri sono intervallati da canzoni pop, con un procedimento che Tiziano Scarpa giustamente paragona all’alternanza cardiaca di diastole e sistole. La musica serve ora a calmare, ora invece a catalizzare in esplosioni frenetiche la psicosi dei malati. Lo spazio scenico è uno stanzone pieno di porte che si spalancano e si richiudono, perennemente in bilico fra il dentro e il fuori della pazzia ma anche del mondo di chi è sano e per questo libero. Un accenno all’approvazione della legge Basaglia e alla chiusura delle strutture manicomiali chiarisce la collocazione cronologica di tutto il viaggio nel reparto dei "mostri". Nel finale, il personaggio dell’operatore se ne va, chiuso nello stesso silenzio con cui ha attraversato l’intero spettacolo e seguito dal "Non scordarti di me" di un’anziana paziente.
La performance attoriale, con Manfredini sempre due spanne sopra agli altri, è così potente da far quasi dimenticare la mancanza di un testo vero e proprio.
Ma anche con questa lacuna, la pièce lavora in profondità, e risveglia l’inquietudine, meglio il terrore che mi ha sempre dato la constatazione di come all’origine della follia, anche nelle sue forme più estreme, distorte, aberranti, non ci sia un’esplosione, una crisi imprevedibile e rapace che travolge tutto. Di come tra salute e malattia non esista un confine preciso, una diga salda o sotto controllo, ma basti invece un minimo scivolamento laterale per addentrarsi lungo il sentiero del progressivo scollamento dal mondo della salute, della condivisione, della considerazione.

I Mostri di Manfredini siamo noi. È il Folle che cammina nella nostra ombra, e basta appena un passo di lato per incontrarlo.

IL SACRO SEGNO DEI MOSTRI
ideazione e regia di Danio Manfredini

Dal 5 al 17 febbraio 2008
Teatro dell’Elfo
Via Ciro Menotti 11, 20129 Milano
tel. 02.716791








pubblicato da t.lorini nella rubrica locandina il 10 febbraio 2008