Ritorno a L’Aquila #2

Tiziano Scarpa



Dopo il bel resoconto di Serena, vi propongo anch’io qualche immagine scattata col telefonino a L’Aquila nelle giornate del 12 e 13 ottobre scorso.

Ecco una veduta della piazza, sabato pomeriggio. Ci è sembrato che, soprattutto la mattina della domenica, il centro fosse più animato di come lo avevamo trovato a luglio dell’anno scorso. La gente passeggiava nelle vie, prendeva il caffè nelle pasticcerie, chiacchierava vestita a festa.

Il blu assoluto del cielo aquilano. Le solite impalcature del centro, rimaste inalterate, provvisorietà malinconicamente permanenti...

...ma anche tanti cantieri aperti, molte gru che svettano nel panorama cittadino (nel frattempo è arrivata la delusione per la nuova legge di stabilità, che non prevede nuove risorse per la ricostruzione). La foto è buia, perché buie sono le vie congestionate di impalcature.

Sul recinto di un cantiere, la locandina del nostro incontro di presentazione del libro edito negli Oscar Mondadori, a cura di Antonio Moresco, scritto da quaranta camminatori e camminatrici che hanno partecipato a Stella d’Italia l’anno scorso. Siamo vicini al manifestino di un corso di tango; non male!

Antonio viene intervistato con la telecamerina dal giornalista Roberto Ciuffini, che ha pubblicato un reportage scritto e visivo (c’è anche una mia intervista).

La gente comincia a prendere posto prima dell’inizio dell’incontro, nel bellissimo Palazzetto dei Nobili, restaurato dopo il terremoto.

In centro si trovano ancora bolle spaziotemporali intatte, case sbarrate e mai più frequentate dopo il terremoto. Una giornalista che ha partecipato all’incontro, Barbara, mi faceva notare l’odore delle strade, che la inquieta come uno spettro. Non è odore di putrefazione, ma di vecchiume, di roba lasciata là da anni, dentro le stanze, le camere, gli uffici, le botteghe, che esala dalle finestre puntellate, dai portoni semichiusi, sigillati da catene e lucchetti.

Nella prossima foto, che ho scattato di notte, si intravede un negozio disastrato, un manichino nudo e inerme, addossato al muro, sotto uno scaffale, come per proteggersi dal crollo, che guarda fuori aspettando soccorso, un altro fracassato a terra, fra i calcinacci. La sagoma scura riflessa nello specchio a sinistra è quella del vostro vanitoso e improvvisato reporter.

Uno dei centri commerciali alla periferia della città, che sono diventati una specie di nuove piazze, dove le persone si danno appuntamento al posto dei vecchi punti d’incontro del centro. Si sta ridisegnando la cintura della città. Per alcuni in maniera poco razionale. Per altri, i quartieri marginali diventeranno stabilmente i nuovi centri simbolici e concretamente vissuti, dislocati rispetto a quello storico che necessita di restauri lunghissimi.

L’Auditorium del Parco in legno colorato, progettato da Renzo Piano e donato alla città dalla provincia di Trento.

Due randagi che sono ormai diventati istituzioni cittadine. Il terzo, che qualcuno chiamava con affetto “il Sindaco”, è morto da poco.

La domenica mattina abbiamo incontrato questa comitiva di aquilani, che venivano scortati da una guida, con tanto di microfono e impianto di amplificazione portatile. Illustrava ai suoi concittadini i palazzi storici del centro, in particolare quelli che sono stati risanati.


Ringrazio gli amici aquilani, Nicoletta Bardi, Alessandro Chiappanuvoli Gioia, Graziella Cucchiarelli, Tiziana Irti e tutti gli altri, che ci hanno accolti e accompagnati con il consueto calore.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica stella d’Italia il 17 ottobre 2013