Atterrato.

Tiziano Scarpa



Il mercato del pesce sta chiudendo, uomini in stivali di gomma spazzano acqua viscosa nelle quadrettature dei tombini. Attorno a una catasta di cassette di polistirolo, grandi gabbiani appiedati si contendono pezzi organici lividi, beccano violentemente gli ultimi arrivati. Ce n’è uno giovane, un bambolotto con il piumaggio ancora bruno. Più che mangiare, si preoccupa di cacciare via gli intrusi. Della vita ha imparato la minaccia e la rissa prima ancora dell’appagamento. Poi trovo un piccione disteso sulla schiena. Mi chino, l’intimità spalancata di quelle piume bianche, sulle ascelle, mi fa ribrezzo. Però sembra sano. Lo ribalto con la punta del piede. Muove il collo bizzarramente, è stordito. Si riprenderà, pare. Forse è volato addosso a un balcone aperto all’improvviso, o gli è scoppiato vicino un petardo di Carnevale. Mi aspetto un terzo incontro con qualche altro volatile atterrato. Da qualche parte c’è, sono sicuro, solo che in questo momento starà volando lontano, altissimo.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 6 febbraio 2008