Fuoco nero, merda e luce

ilprimoamore



Mercoledì 6 febbraio 2008, ore 17.30

Libreria Mondadori
San Marco 1345
30124 Venezia

Antonio Moresco
Merda e luce (Effigie)

Presentazione - in collaborazione con Teatro Fondamenta Nuove
Con Maurizio Lupinelli e Tiziano Scarpa

tel +39 041 5222193
fax +39 041 2776767
spazioeventi@libreriamondadorivenezia.it


Mercoledì 6 e giovedì 7 febbraio 2008, ore 21
Teatro Fondamenta Nuove
Venezia

COMPAGNIA MAURIZIO LUPINELLI
FUOCO NERO
autore| Antonio Moresco
ideazione | Maurizio Lupinelli, Elisa Pol
regia | Maurizio Lupinelli
in scena | Maurizio Lupinelli
produzione | Armunia Festival

Ripartire…dopo anni di lavoro con il Teatro delle Albe decido di azzerare tutto, facendo terra bruciata attorno me, sentire l’impossibilità del fare, del vuoto…Artaud, Celine, Fassbinder, Achternbusch, il mio caro compaesano Campana, autori controversi che in questi anni mi hanno accompagnato, alimentando una ferita mai rimarginata.
Ripartire e riparto da Fuoco Nero, di Antonio Moresco, un testo fortemente voluto da me, nato da un rapporto di stima e di amicizia.Mi piacciano i suoi libri, la sua faccia, quanto basta per complicarsi la vita, anche perché è la prima tappa di un percorso che mi porterà ad affrontare altri suoi testi nei prossimi anni. In questo lavoro affronto una tematica a me molto vicina: la morte come lascia passare per la vita,entrare e uscire dai corpi che nella scrittura di Moresco t’ inchiodano già nella pagina scritta. Come tradurli sulla scena? Come in Artaud o in Lautrèamont la scrittura è visionaria, tradurla sul palco significa andare alla stessa velocità, il rischio è di rimanere imbrigliato nelle parole quindi niente scarto, quindi niente vita, ecco che ad un certo punto mi sono chiesto come trovare la mia crudeltà d’attore, l’andare oltre? Dovevo oltrepassare col mio corpo questa scrittura, farla mia, riscriverla attraverso i gesti e lo sforzo psichico é in questo senso che Moresco mi ha dato la possibilità di abbatterlo e di esserne fedele, ecco la crudeltà della sua scrittura che tanto si avvicina agli autori che ho amato e che amo, una classicità e allo stesso tempo uno spostamento visionario, un corto circuito che sfocia in una scrittura infuocata, dove l’attore deve bruciare, trovare lo strappo per iscrivere col corpo e la psiche il suo marchio nell’opera.
Fuoco nero è un dramma che attraversa l’intera vicenda umana, storica,biologica e cosmica un viaggio onirico e crudele dove l’attore cerca una via d’uscita attraverso il corpo e i corpi, la luce e il buio. Il corpo vivo dell’attore che si suicida per poter esistere, in un luogo: un tappeto nero sdrucito, una cornice di luce, quattro barattoli legati assieme da nastro isolante da pacchi,una pistola a tamburo, un morso da cavallo regolamentare, azioni scandite da colpi di pistola e dalla terza di Malher. Il gioco in cui lo spettatore si trova è chiaro fin dal principio:
"…anche la luce è buio…"
"No, anche il buio è luce…"
Maurizio Lupinelli








pubblicato da t.scarpa nella rubrica annunci il 6 febbraio 2008