Domicilio.

Tiziano Scarpa



Il governo è caduto, si va a votare, la destra pregusta la vittoria, io e lei ci siamo ritrovati in camera Silvio Berlusconi. Dormiva nella nostra stanza, in un letto dentro una nicchia nel muro. Sorrideva assaporando anche nel sonno la sua invadenza. Poi si è svegliato ed è uscito per raggiungere in gita certi suoi amici, amministratori delegati, capi di partito. A un certo punto hanno tirato fuori dai pantaloni i loro pallidi salsiccetti flosci e si sono messi a rotearli gridando esultanti. Andavano in giro così, vestiti in smoking, con le stoffe lucide, attraversando ville e castelli, paesaggi lussuosi, imperversavano smargiassando. Speravo che se ne stesse con loro, ma alla sera è tornato, si è rimesso a letto nella nostra camera, come se fosse pacifico che ormai aveva traslocato a casa nostra. E così la mia anima sta cominciando a prepararsi alla sua onnipresenza, dappertutto, ogni giorno, anche la notte, il suo domicilio installato nei nostri sogni.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 5 febbraio 2008