Gli uomini che vivono nei buchi

Antonio Moresco



[…]
Lo zingaro fa fermare improvvisamente la macchina. Scendiamo. All’inizio non vediamo niente, poi, a poco a poco, cominciamo a scorgere intorno a noi alcuni stracci ricoperti di neve, messi ad asciugare su dei bassi cespugli schiacciati. Lo zingaro fa un gesto con la mano, per indicarci qualcosa. C’è una piccola tettoia quasi a filo con la terra, di fronte a noi, come l’imboccatura di un tumulo, di una tana animale. Ci guardiamo attorno. Ce ne sono diversi altri di quei buchi, alcuni così a filo con la terra che, se fossimo passati senza saperlo, non li avremmo neanche notati. Vicino a uno dei buchi poco distante c’è un piccolo maiale che cammina in mezzo alla neve. Lo zingaro si avvicina al buco più vicino, un secondo dopo esce da sotto terra una donna con un bambino, sembrano due fantasmi vestiti di stracci. Hanno la pelle colore della terra, opaca. Il bambino ha una macchia sul naso, sembra che gliene manchi un pezzo. Capiamo solo adesso che l’uomo che ci ha portato fin qui abita proprio in uno di questi buchi. […]

[…] noi siamo lì davanti in quel paesaggio spettrale pieno di desolazione, di cani inferociti e tumuli di terra disseminati qua e là, da uno degli altri buchi cominciano a uscire altre figure spettrali. Prima uno, poi un altro, poi un altro ancora, non la finiscono più di uscire. Escono uno dopo l’altro da sotto terra dove erano rintanati, sembra impossibile che ognuno di quei buchi ne possa contenere tanti. Si avvicinano sempre più a noi. C’è un momento di silenzio. Ci guardano. Poi le donne cominciano a gridare furiosamente.
[…]

Zingari di merda si può leggere qui.








pubblicato da ilprimoamore nella rubrica a voce il 1 febbraio 2008