Cretaceo.

Sergio Baratto



Una specie di barrito mi coglie alla sprovvista mentre corro verso il metrò. Mi giro. La corsia dei tram è transennata. Da dietro le paratie, muggendo con una nota di dolore, una grossa escavatrice si abbatte col suo muso appuntito sulla schiena di un tir. È un tirannosauro. Poco più in là, il lungo collo di una gru in movimento è un titanosauro. E il dorso inarcato del camion è quello di un triceratops!
Resto per un attimo a bocca aperta. Che sia un caso di convergenza evolutiva? Possibile che questo stupefacente meccanismo valga anche per gli esseri inanimati, per i prodotti tecnologici? E se così fosse, perché questi prodotti hanno finito per replicare proprio le forme dei dinosauri? Forse perché il nostro habitat assomiglia al loro? Vuol dire che le nostre città non sono meno selvagge e feroci del Cretaceo?
Poi mi torna in mente il modo in cui andata a finire, 65 milioni di anni fa, e un brivido mi lecca la schiena.








pubblicato da s.baratto nella rubrica dal vivo il 31 gennaio 2008