Il Veneto e il razzismo istituzionale

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Ancora una volta il Veneto in prima pagina, ancora una volta la nostra regione al centro dell’attenzione nazionale e internazionale a causa di iniziative dei suoi rappresentanti politici contro gli immigrati stranieri.

Il Sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, ha recentemente firmato un’ordinanza che restringe la concedibilità della residenza nel territorio comunale: può richiederla solo chi è in grado di dimostrare di avere un reddito di almeno 5000 euro all’anno e una dimora decorosa. A Romano d’Ezzelino il sindaco ha escluso i bambini extracomunitari dai bonus scuola (due anni fa ha consegnato i pacchi della Croce Rossa solo a residenti italiani). Il sindaco di Teolo ha nominato una commissione per verificare la buona conoscenza della lingua italiana da parte dei nuovi residenti allogeni, prima di concedere al prefetto il nulla osta per la cittadinanza. Il sindaco di Montegrotto Terme, Luca Claudio, oltre a fare proprio lo spirito dell’ordinanza Bitonci, ha invitato con comunicato istituzionale (su un tabellone comunale) i cittadini ad emigrare, perché l’autorità locale non sarebbe più in grado di garantire la sicurezza del territorio. Lo stesso sindaco, pochi mesi prima, aveva capeggiato una serie di "ronde" notturne con l’intenzione di contrastare la diffusione della criminalità. Un esponente trevigiano, leghista, ha pubblicamente affermato i meriti del nazismo e delle SS, capaci, secondo lui, di usare la forza quando necessario e inneggiando alla rappresaglia: "dieci di loro per uno dei nostri", ha pronunciato in consiglio comunale. Tutto questo mentre le massime autorità di importanti città venete, come Treviso e Verona, proclamano quotidianamente la "tolleranza zero" nei confronti di qualunque forma di inclusione.

Sono episodi che lasciano sbalorditi e avviliti: per la loro povertà, la loro grossolanità, la loro arroganza, la loro ignoranza, la loro ingenerosità, la loro demagogia, la loro miseria, la loro mortificante inutilità.

Non sembra ormai fuori luogo parlare di "razzismo istituzionale". A discapito d’ogni loro prerogativa, sono proprio alcune Autorità Civili a dare il peggior esempio, rischiando di innescare fenomeni di intolleranza razziale di cui a tutt’oggi nel Veneto fortunatamente non esiste traccia e di cui è impossibile immaginare gli esiti finali.

Tutto questo non è accettabile. Naturalmente quegli esponenti politici sono stati candidati, votati ed eletti. E naturalmente ogni uomo politico risponde ai propri elettori. Nondimeno, con questa lettera desideriamo rendere pubblico che proviamo autentico orrore per tutte le iniziative sopra descritte.

Di certo non sarà mai questa, per noi, l’identità del Veneto.

Gianfranco Bettin
Romolo Bugaro
Umberto Casadei
Mauro Covacich
Massimo Donà
Alberto Fassina
Roberto Ferrucci
Marco Franzoso
Alberto Garlini
Marco Mancassola
Giulio Mozzi
Marco Paolini
Renzo Di Renzo
Tiziano Scarpa
Vitaliano Trevisan
GianMario Villalta
Lello Voce


Sabato 26 gennaio, alle 17, in Piazza dei Signori a Treviso, molti degli autori che hanno firmato questa dichiarazione leggeranno un breve brano.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica democrazia il 22 gennaio 2008