Attenzione.

Tiziano Scarpa



Enormi manifesti, vetrinette con cartelloni che scorrono su rulli, video proiettati nei tunnel. Alla stazione di Loreto entra nel vagone un quintetto: chitarra, fisarmoniche e violini suonano il Canone di Pachelbel e l’Aria sulla quarta corda. È un repertorio classico ultrapop, ma l’esecuzione è di qualità, nonostante gli scossoni della metro. I giovani musicisti hanno la pelle un po’ scura, i vestiti alla moda, forse sono immigrati di seconda generazione. Fra i passeggeri, il primo a mettere mano al borsellino è un nero di mezza età. “Per forza vi viene così bene, siete in tanti!”, dice una signora. Immagino un’orchestra ambulante, cinquanta musicisti che occupano un vagone suonando per un unico passeggero. La potenza dell’apparato erogatore di pubblicità contagia i suonatori mendicanti che si alleano in gruppi. Lo spettatore è sempre più coriaceo, per ottenere la sua attenzione ci vuole il volume di fuoco dei media onnipresenti, o il concerto acustico dell’esplosione di un kamikaze.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 10 gennaio 2008