Peace and Love

Simone Cattaneo



A fine agosto il tuono morde i lampi prima che piova e

il cielo sembra sempre avere bisogno di un’autopsia,

cammino sulla strada crivellata di buche come fosse

un costoso tappeto cinese, la neve gialla è ancora lontana,

la luce pare un caleidoscopio difettoso ed io vado

dove i ragazzi hanno denti d’oro larghi come gonne a fiori

e nessuno mi potrà più servire da bere vino tagliato con il solfato di rame.

Ormai è un furto ogni prospettiva di fuga.

***

Arrivano cani con occhi come monete cucite nella notte

pronti a divorarti le dita, donne stuprate e uomini castrati

troppo deboli per godere, giovani ragazze a cui scarti umani

mangiano il seno e il bambino che portano in grembo,

vecchie torturate per il loro presente agiato, ragazzi buoni solo

per cucinare i loro coglioni, stringi il delfino gemello che ruota

nei miei pantaloni, sono pronto ad esplodere carico di esplosivo in una chiesa,

in una moschea o in qualsiasi luogo di culto, supermercati compresi.

Vorrei essere una rugiada di sangue.

***

Con quegli uncini puliti e curati crea una tempesta già consumata

da mille glaucomi schiacciati di inerzia per cauterizzare la visione

di due cosce squarciate senza alcuna ragione.

Gusci di uomini febbricitanti trasportano crani rampicanti

dove il flusso dei preservativi batte sulla pioggia

come uno stiletto liquefatto.

Portare un asciugamano lercio intorno alla vita prima dell’alba

non può sconfiggere alcun pronostico.

Qualcosa succederà, questa è l’era del ferro.

***

La mia donna crea dipinti con i suoi capelli castani

sul mio petto scuro,

aspetta sulla soglia della mia carne ogni suo errore,

mi conforta dicendomi che soffrirò da solo,

cadrò e non mi solleverò,

ucciderò sette persone e avrò tanti giorni di carità

quanti un cane in un canile, rimarrò solo senza più denti,

farmaci né sentimenti

finirò come quello straniero incontrato un lunedì pomeriggio

in un caffè di Milano centrale.

Più o meno la sua vita era andata così – I had a woman,

she left me -.

Nulla più di questo.








pubblicato da a.tarabbia nella rubrica poesia il 8 gennaio 2008