Prontamente.

Tiziano Scarpa



In corridoio, davanti al ricevimento dei medici del reparto, si fa avanti un uomo sui venticinque anni, giacca a vento arancione fluorescente e strisce catarifrangenti. (Sarà l’autista di un’ambulanza, penso.) "La vedo preoccupato," mi fa. "No, soltanto pensieroso". "È per lei?" "Per una persona cara." Mi descrive quello che è successo a lui. Ha avuto un mancamento, poi delle convulsioni, un amico lo ha tenuto in vita con un massaggio cardiaco. Gli hanno diagnosticato un tumore al cervello, operato d’urgenza. Mi mostra la cicatrice sulla tempia sinistra. (Forse dopo esserne uscito vivo ha deciso di fare volontariato, ecco perché quella giacca.) "A quando risale tutto questo?" "Un mese fa." "Ed è già in piedi!" (Allora quella giacca clamorosa serve a farlo sentire più al sicuro, è un segnale: attenzione, pericolo, essere umano delicato). "Ho solo una piccola dislessia, qualche esitazione nel trovare la parola giusta." "Quella non la trova nessuno, mai!", rispondo prontamente.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 7 gennaio 2008