Autodifesa.

Tiziano Scarpa



Qualche settimana fa è entrata in casa questa pianticella in vaso che non saprei nominare, fa crescere le foglie come se dovesse mostrare la lingua al medico e si ricopre di una quantità di fiorellini rosa. Ora che è quasi spoglia mi sono reso conto che è una specie di cactus. In neanche trenta centimetri, il magro fusto pentagonale ha più di duecentocinquanta spine. L’esercito di spuntoni difende i quattro fiorellini superstiti sull’ultimo picciolo: sopravvalutazione della castità, eccesso di divieti e tabù, zelo intimidatorio, moralismo e spauracchi, intangibilità dei delicati organi sessuali, ecc. Ma una stagione fa, le parti erano esattamente rovesciate: la nuvola di fiori rosa nascondeva tutte quelle spine; di più: le proteggeva da sé stesse con una proliferazione di sensualità. Il sesso spudorato copriva la tendenza alla solitudine rostrata, all’autodifesa sanguinaria; un gran numero di genitali sfacciati vestiva pudicamente l’oscena cattiveria dei pungiglioni.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 28 dicembre 2007