Vagabondi.

Tiziano Scarpa



È Natale, ecco perché il giornalaio all’edicola della stazione è così bendisposto, fra un cliente e l’altro dà retta al barbone piazzato davanti al banco delle riviste che lo tartassa con argomenti di nessun interesse (di che metallo erano gli spiccioli di quando lui era piccolo). In un giorno come questo il barbone deve patire particolarmente la solitudine, non smette di parlare, adesso è passato a raccontare di quella volta che ha trovato cinquecento lire d’argento. Il giornalaio gli fa di sì con la testa mentre versa nella mia mano tre dischetti di rame, alluminio e zinco. Torno a casa tutto solo, penso che a me succede lo stesso, e non soltanto a Natale. La mia solitudine presta attenzione a una grande quantità di pensieri. Dentro di me ci sono tutti questi vagabondi chiacchieroni che si piazzano davanti alla mente, mi parlano in continuazione mentre sto facendo i fatti miei, tirano fuori qualsiasi cosa pur di stare in compagnia, e io sempre a fargli di sì con la testa.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 25 dicembre 2007