Esempio di D.

Andrea Tarabbia



D. proviene da una famiglia borghese agiata (villetta in provincia, giardino, due cani alimentati a bistecche, Playstation, taverna, un televisore a stanza, macchina aziendale, macchina per la madre, macchina di scorta, macchina, pacchetto completo Sky, Iulm, Nike, Pomellato, felpa del Manchester United – stagione 2007/2008). Il motto suo e della sua famiglia è "Comprare soltanto la cosa migliore" – dove con migliore si intende la più luccicante, la più costosa. D. dice: «Non mi regalare il cellulare a Natale, perché so che a febbraio escono i modelli nuovi, e quindi quelli che ci sono adesso non mi piaceranno più». Hanno rinviato l’acquisto di un televisore al plasma da 46’’, perché hanno scoperto che è in uscita un modello da 51’’. «Che ce ne facciamo di quello da 46’’?», dicono.
Io credo che D. e la sua famiglia appartengano a un tipo antropologico interessante, che tra l’altro è facilissimo incontrare: l’homo pubblicitarius – una sorta di punto di arrivo di specie: pieno di soldi, attento al mercato, e completamente passivo. L’homo pubblicitarius è alla costante ricerca dell’eccellenza, di un’eccellenza da consumatore. La cosa che conta è possedere il massimo – il massimo per come è inteso dalla pubblicità – e di possederlo qui e ora. Mi piace quello che mi deve piacere per pensarmi al top. L’acquisto come riempitivo di un vuoto pneumatico cerebrale.








pubblicato da a.tarabbia nella rubrica dal vivo il 22 dicembre 2007