Scorticare.

Tiziano Scarpa



Passo accanto a un muro ricoperto di manifesti, incollati uno sopra l’altro. La carta si è ispessita appesantendosi, finché la colla del primo strato, quello a contatto con il muro, non ha più retto, e un angolo si è staccato. Ripasso un’ora dopo: qualcuno deve avere afferrato il lembo scollato tirando via tutto. Adesso a terra c’è un rettangolo di due metri per tre, rovesciato a faccia in giù. Un cane ci passa sopra, lo annusa, le zampe gli si incollano. Sul retro bianco di quell’assemblaggio di manifesti la colla ha trattenuto una polverina rossastra, particelle di muro: si distinguono le file di mattoni, rimaste impresse sulla carta appiccicaticcia, la sindone del muro. Il rovescio delle immagini conserva il volto dello schermo che le ha sorrette. Le immagini sono effimere, è la loro natura e lo sanno, ma al momento di essere sostituite vendono cara la pelle, tentano di scorticare lo schermo che non fa nulla per trattenerle. Le immagini passano, lo schermo resta. Chi regna è lui.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 22 dicembre 2007