Anticipo

Teo Lorini



Ci svegliamo tardi alla prima mattina di ferie natalizie. È solo quando apriamo gli occhi che ci rendiamo conto di avere già concluso il tour de force dei regali, infilando sortite nei weekend, acquisti veloci nelle pause di lavoro. Anche la spesa è fatta, frigo e stipetti sono pieni, e i pacchettini accumulati sotto l’albero aspettano solo di essere consegnati, ciascuno al suo destinatario, fra tre giorni che d’improvviso diventano lunghissimi.

Ci guardiamo. Ovunque, fuori di qui, sarà concitazione sempre più isterica, passi affrettati, ansia e malumore. Per noi invece coccole e spuntini e dormite che ci sembrano in qualche modo ingiuste e che forse nemmeno basteranno a riempire tutte le ore che abbiamo accumulato nelle scorse settimane e che ora si protendono sterminate fino alla mattina del 25.

È un vuoto di doveri a cui non siamo preparati. Un’euforia illogica ci sorprende. Una domanda silenziosa corre fra di noi. Alla fine lei ha un’idea, corre all’albero e torna ridendo con le braccia piene di pacchettini dalla forma inequivocabile: «Anticipo», ridacchia.

Scartiamo un libro a testa, ci stringiamo vicini nel piumone e troviamo riparo da questa vertigine tuffandoci a capofitto in quella raccontata da qualcun altro.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 22 dicembre 2007