Pilota.

Tiziano Scarpa



All’improvviso mi accorgo che fra poco i negozi chiuderanno, infilo il cappotto ed esco. Dopo cinque minuti mi rendo conto che in questi cinque minuti non ho fatto altro che pensare alla lista delle cose da comprare, camminando senza badare al fatto che stavo camminando. Nonostante ciò il cervello ha guidato il corpo nella direzione esatta, svolgendo mansioni, come si suol dire, di pilota automatico. Non solo: ha fatto sì che le gambe si divaricassero in lunghezza, alternandosi a compasso, e i muscoli si contraessero e si distendessero armonicamente. Ma quel che è incredibile è che per tutto questo tempo la testa si è mantenuta al giusto livello rispetto al terreno, in modo che le estremità del corpo appeso al collo combaciassero perfettamente con la superficie del suolo, rasentandolo al millimetro, evitando così ai piedi di ritrovarsi né troppo in basso a trascinarsi col rischio di inciampare, né troppo in alto a mulinare nel vuoto.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 20 dicembre 2007