Offesa.

Tiziano Scarpa



Chiacchiero con un amico a Porta Nuova, negli ampi corridoi in ristrutturazione, fra l’atrio e i binari. Mi arrivano due o tre colpi sulla spalla sinistra, con una forza a metà fra una pacca e un pugno: "Questa vita di merda!" mi dice un tipo con gli occhi fuori della testa. Rimango a bocca aperta. Il tipo fa la stessa cosa a una donna davanti a noi, parla convulsamente, si muove rapidissimo. La signora è sconcertata, le andiamo accanto per chiederle se va tutto bene, emette uno strano mugugno, a segni ci fa capire che è sorda, non si capacita di cosa è successo, cerchiamo di spiegarle a gesti che è un esaltato. Il tipo è già lontano, si volta a guardarci torvo, fila via imprecando. Due ore dopo sento una fitta ai muscoli tra spalla e bicipite, una specie di rabbia concentrata dove sono stato toccato. Sperimento in vivo quel che si chiama offesa, intendendo un danno corporeo, dove, in forma di dolore, senti fisicamente l’insulto morale.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 14 dicembre 2007