Cfghwer.

Tiziano Scarpa



Due uomini con cani al guinzaglio si incontrano all’esterno di un bar. Non so niente di razze canine, ma il primo è molto grande, ha il pelo lungo, bianco e nero, mentre l’altro è il più piccolo che io abbia mai visto, il manto è cortissimo e lucido, brunito. La gente seduta ai tavolini ride, non è possibile che quelle due creature condividano così tanto patrimonio genetico e siano della stessa specie. Il padrone del piccolino lo raccatta con una mano e lo solleva fino al muso del mansueto cagnone bianco e nero, con la testa che da sola è più grossa di quel corpicino che le si agita di fronte. Se volesse, potrebbe decapitarlo con uno sbadiglio. I due si annusano affabilmente. I padroni li assecondano, ma non fino al punto di lasciare che quei due si fiutino reciprocamente anche l’ano. Continuo per la mia strada, anch’io potrei incontrare un gigante o un nanerottolo. Ma è solo una fantasticheria, siamo esseri così simili, così mediamente medi. Poi giro l’angolo e incappo in un cfghwer.

(anche queste righe sono dedicate a)








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 11 dicembre 2007