Noi.

Tiziano Scarpa



Sempre più spesso mi fermo a guardare gli animali per la strada. Anche quando vado di fretta, rallento il passo e rimango come ipnotizzato. Fra ieri e oggi, tre incontri con i cani. Il primo molto piccolo e molto giovane. Girava per la strada salutando tutti, era un infante reale in visita a un paese straniero. Il padrone lo inseguiva per rimetterlo in carreggiata. C’era un bambino seduto su un gradino, il piccolo cane gli è corso incontro con grande familiarità, per congratularsi reciprocamente della loro recente venuta al mondo. Poi ho visto un batuffolo bianco, parecchio giovane anche questo, saltellava in un modo molto strano. "Se viene su così fa una brutta fine, gli altri cani me lo scambiano per un coniglio e se lo mangiano", ha detto la padrona, seriamente preoccupata. E poi uno grigio, orecchie lunghe e occhi malinconici, solenne sui suoi quattro trampoli. "Vuf!" ha detto in direzione di qualcosa. La padrona lo ha zittito. "Noi non abbaiamo," gli ha detto, altera. Noi.

(queste righe sono dedicate a)








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 11 dicembre 2007