Estranei.

Tiziano Scarpa



"Ti piace la pasta coi broccoli? Va bene con le acciughe?", chiediamo alla nostra ospite. "Penso di sì." "Pensi?" "Non le ho mai mangiate." Viene fuori che nella vita non ha assaggiato un sacco di cose: molte verdure, parecchi legumi. Non ha intolleranze alimentari, non è anoressica. Ma si porta dietro fin da bambina una diffidenza per certe forme e colori del cibo. Asparagi, piselli, carciofi, olive. "Anche le olive?", domando incredulo. In tavola c’è una ciotola di taggiasche. La convinco a provarle. Ne saggia con cautela una fra i denti, ha l’espressione di chi è intenta a valutare la sensazione che si sprigiona in bocca. Osserviamo quella faccia rivolta verso l’interno, quel viso introspettivo. Le prime volte sono sempre uno spettacolo. Però mi pento di avere insistito. C’è una nobiltà affascinante nell’evitare per tutta la vita di conoscere alcune cose fondamentali. Come quelli che muoiono senza aver visto il mare. Sentirsi estranei a tutto. Attraversare questo mondo schivandolo.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 5 dicembre 2007