Scemo.

Tiziano Scarpa



Nel momento culminante mi scappa una battuta e lei ride a bocca aperta, mescola le convulsioni dell’orgasmo a quelle della risata. Poi, affettuosamente, mi dà dello scemo. Perché scemo? Non è contenta di vivere due felicità dentro lo stesso spasmo? La battuta mi è venuta spontanea, non l’avevo preparata, ma forse ha ragione lei, non bisogna mettere linguaggio, concetti, umorismo dentro quegli istanti, si rischia di spiritualizzarli: si dà una forma a ciò che dovrebbe essere scioglimento e liquefazione. Io, di mio, tenderei al fondamentalismo emozionale, cerco il punctum assoluto, la fusione nucleare dove far implodere simultaneamente pianto, riso, godimento, consapevolezza della mortalità ed esperienza del niente. L’estasi, insomma. A quanto pare, qualcosa di simile lo procurano le droghe e i videogiochi. Senso di frustrazione al pensiero che le mie armi sono un corpo, un’anima, un apparato sessuale e qualche spiritosaggine, di contro a industria chimica e tecnologie avanzate.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 28 novembre 2007