Mei restà ’gnurant

Graziano Dell’Anna



Una stringatissima antologia di richieste di libri che, armato di bloc-notes dietro il bancone, mi sono divertito ad annotare durante le mie ore di lavoro in libreria. Il risultato è qualcosa a metà strada tra un piccolo laboratorio di sociologia culturale e le barzellette di Totti. Si va dai semplici calembour (tra i non selezionati: "Don Delillo e Peppone", "All’ombra del fanciullino Proust") alle richieste di libri-suppellettili, dalle domande di persone all’oscuro della nozione base di "vocabolario" agli assedi di gente portata a considerare la libreria alla stregua di un emporio, un bazar dove la vendita di romanzi e saggi è un puro accidente e quello dei libri un "reparto" tra i tanti.

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– Buon giorno, cerco un libro di... di... Levi, mi sembra. Sì: Primo Levi.
– Levi, ma certo. Per caso ricorda il titolo?
– No. Sì. Forse. Aspetti un attimo. Ah, ecco, ci sono: Sequestro un uomo!

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– Buongiorno. Cercavo un libro sul tedesco.
– Un dizionario?
– No, non un dizionario. Uno di quei libri dall’italiano al tedesco e dal tedesco all’italiano.

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– Buongiorno.
– Buongiorno a lei. Posso esserle utile?
– Senta, ha presente i Meridiani?
– Certo. I Meridiani Mondadori.
– Sì, ecco, bravo. Per caso, avrebbe libri tipo quelli ma due dita più alti?

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– Vendete cerini?

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– Scusi, cerco un libricino… poche pagine… quadrato… la copertina rigida… davvero piccolo così… purtroppo non ricordo il titolo né l’autore… però ricordo che era un trattato generale di psicologia, sociologia, antropologia e – se non sbaglio – filosofia.

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– Scusi, è possibile comprare solo le copertine?

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– Non so se riesco a farmi spiegare, cerco di quei quadri, no?, che uno lo guarda, lo guarda, lo guarda, cioè mentre che lo guarda sempre lo stesso punto, e quelli diventano un altro quadro, non so se m’intendo?

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– Vendete filtri per sigarette turche?

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– Sa, ultimamente ho letto un libro, quello di Enzo Biagi sulla mafia, bel libro, davvero tosto, acuto, scritto bene, così adesso ne avevo in mente un altro, certo magari non arriva ai livelli di Biagi, però è forte anche questo, anche se Biagi è sempre Biagi, ma comunque un bel libro, interessante…
– E cioè?
– L’autobiografia di Rocco Siffredi…

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– Scusi. Cerco un libro di cui non ricordo né il titolo né l’autore né la casa editrice, ma è un libro grande più o meno così, ha una copertina con un’immagine al centro. Riuscirebbe a trovarmelo?

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– Scusi, cerco un libro sulla filosofia per mio figlio.
– Abbiamo questo manuale, signora.
– Ma è un mattone! No, no, scusi tanto, forse non mi sono spiegata. Cerco qualcosa di più leggero, accessibile. Insomma, non deve mica diventare un filosofo, mio figlio.
– Allora abbiamo questo compendio. Ottanta pagine in tutto.
– Dica un po’: vuole che mio figlio impari quattro fesserie!

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– Salve. Vendete l’elenco telefonico?

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– Buongiorno.
– Buongiorno.
– Senta un po’. Avete le Lezioni di italiano di Severgnini?
– Certo. Eccolo qua.
– Ah, sì, bene. Ma quanto costa? – Diciassette euro e cinquanta.
– (Rivolto alla moglie, indignato) Andiamo, cara. Mei restà ’gnurant.

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– Avrebbe un vocabolario di italiano?
– Certo, signora. Ecco a lei.
– Senta un po’: ma l’indice ce l’ha?

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– Scusi, avrebbe dei libri che s’intonino al mio soggiorno? Per intenderci: i muri e l’arredo danno sul rosso pompeiano.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica a voce il 23 novembre 2007