Letto.

Tiziano Scarpa



Leggo con una biro in mano, segno gli aforismi che mi colpiscono di più. A metà libro, non so perché, do un’occhiata alla quarta di copertina, che non avevo ancora letto. Sconsiderato! Perché l’ho fatto? Mi sta bene. Per dare un’idea di quanto sia bello questo libro, l’editore elenca sette aforismi. Sono gli stessi che ho sottolineato io con la mia biro! Mi sento penosamente prevedibile. Mi sento come se ci fosse lo sguardo dell’editore dietro le mie spalle, che mi ha teso una trappola pubblicando questo libro: mi aspettava al varco, ha riso silenziosamente ogni volta che ci sono caduto dentro. Mi sento come se stessi leggendo un libro che è stato già letto, non tanto da qualcun altro, ma in assoluto. È un libro che è venuto al mondo già letto, non ha bisogno di letture ulteriori, non ha bisogno di me. È un libro che si è già letto da solo (tutti i libri di questo editore lo sono, sgradevolmente). Piombo nel malumore. Lettura rovinata. Lo metto da parte ed esco a fare una passeggiata.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 20 novembre 2007