Visione.

Tiziano Scarpa



Ho passato e ripassato le finestre di casa, prima con il detergente a spruzzo e uno straccio, poi con dei fogli asciutti di tessuto cartaceo fatto apposta per la pulizia dei vetri. Come al solito, è stata dura rimuovere la patina che rimaneva a chiazze, anche dove ero convintissimo di avere appena sfregato con forza. Stanavo controluce i punti ancora opachi, di sguincio, con l’aiuto dei raggi di sole. Ho cominciato a sudare, persino a lacrimare, tanta era la furia fricativa. Ho passato un lembo pulito del tessuto cartaceo sull’occhio umido, ho lucidato un angolo di lastra col mio vetril personale. Lavare i vetri va bene, bisogna farlo, per igiene e decoro: "Anche per la gente che vede", secondo un detto conformista delle mie parti. Però mi resta il dubbio di avere mortificato le finestre: forse non è sporco, quello che trattengono i vetri, ma la loro visione delle cose, la quintessenza di tutte le immagini che li attraversano.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 6 novembre 2007