Questo.

Tiziano Scarpa



Mentre scrivo, avverto una presenza vicino a me. Mi volto, nella stanza non c’è nessuno. Guardo meglio e vedo una macchia nella coda dell’occhio. Prendo paura per un istante. Fortunatamente non è una magagna della vista. C’è un insetto a pochi centimetri dalla mia testa. Immobile. Come fa a volare in assetto così perfettamente calibrato, restando sospeso sempre nello stesso punto? Poi capisco che è un ragno molto piccolo. Si è calato dal soffitto per quasi tre metri, che per noi equivarrebbe a secernere un cavo di mezzo chilometro. Si è piazzato accanto alla mia testa a leggere quello che sto scrivendo. Questo che sto scrivendo. Sprofondare a testa in giù, calarsi negli abissi per conoscere l’idea in formazione, il linguaggio vivente che viene alla luce tutto nudo nel suo corpo di alfabeto e si espone allo sguardo inaugurale di chi lo pensa e contemporaneamente lo legge, lo sente dentro e fuori di sé. Contento, ragnetto?








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 1 novembre 2007