Cravatte.

Teo Lorini



Un mese fa la terza Corte d’assise ha dichiarato il non luogo a procedere per Mario Lozano, il marine che ha trucidato il funzionario del Sismi Nicola Calipari e ferito la giornalista Giuliana Sgrena. Non muta con il nuovo esecutivo quella soggezione prona all’arroganza USA che fu un caposaldo dell’azione politica di Berlusconi e del suo governo.

Ieri è saltata la Commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce sui fatti del G8 di Genova. Avrebbe dovuto chiarire finalmente chi c’era sul Defender in piazza Alimonda, e chi ha ammazzato Carlo Giuliani con un colpo di pistola in viso, chi fossero davvero i cosiddetti black block (ma dove saranno finiti?), quale sia stato l’atteggiamento delle forze dell’ordine durante le giornate di Genova, quale la catena di comando nella gestione delle emergenze e quali le responsabilità per il massacro e le deportazioni dalla scuola Diaz. La commissione, che il centrodestra non aveva mai voluto nemmeno sentir nominare, viene bocciata alla Camera coi voti determinanti di Di Pietro (IdV) e Mastella (Udeur e, per paradossale che possa sembrare, Ministro della giustizia). Dopo settimane di liti da cortile, i due nemici si ritrovano per far comune contro la coalizione a cui appartengono, gli elettori che li hanno votati (la Commissione d’inchiesta era uno dei punti fermi sul programma dell’Unione), la storia ancora da scrivere di un momento che ha visto l’eclissi delle garanzie democratiche per l’Italia e i suoi cittadini.

Domenica Montezemolo si è espresso con una severità senza precedenti: sono 12 anni, secondo il presidente di Confindustria, che il Paese non ha un governo capace di decidere qualcosa di determinante. Quest’ultimo esecutivo, avrebbe poi aggiunto, non è capace nemmeno di "accorciare le cravatte di due centimetri".

È una frase strampalata, ma allo stesso tempo un’immagine difficile da scordare. E ancora più difficile, oggi, da contraddire.








pubblicato da t.lorini nella rubrica democrazia il 31 ottobre 2007