Ciao.

Tiziano Scarpa



Due uomini, uno di fronte all’altro, stanno chiacchierando per la strada. Vicino a loro c’è una bimbetta, alta poco più di mezzo metro. La conversazione finisce, i due si salutano, la bambina resta lì un istante di più e dice anche lei: “Ciao,” poi si volta e trotterella accanto a suo padre. C’è qualcosa di umoristico e sorprendente in questa tappetta che, di sua iniziativa, ha deciso di trattare da pari a pari l’amico adulto di suo padre, un essere grande sei o sette volte più di lei, sia nel corpo che nell’età. Lei stessa si rende conto di averla fatta grossa, perché mentre mi allontano facendo queste considerazioni la sento dire: “Papà, gli ho detto ciao!” “Davvero? Hai salutato il mio amico Alvise?”, le ribatte divertito il padre, che non se n’era accorto. Dev’essere una delle prime volte che la bambina ha collaudato un ciao di congedo, una parola per governare la separazione e suturarne il dispiacere. Sta già cominciando ad accollarsi la fine delle cose.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 30 ottobre 2007