Laid.

Tiziano Scarpa



Al Grand Palais, nella libreria della mostra, in uno schermo scorre il documentario sulla vita e le opere di Gustave Courbet. Passano le immagini della Baigneuse, e la voce fuori campo legge una recensione d’epoca di Théophile Gautier: "…immaginate una specie di Venere ottentotta che esce dall’acqua e rivolge allo spettatore una groppa mostruosa, crivellata di fossette… gambe enormi e gonfiate dall’elefantiasi… una creatura obesa, dal grasso mal distribuito… matrona imbottita di tessuti adiposi e deformata da agglomerati di lardo… Ammettiamo che queste forme strane, questi bitorzoli, queste pieghe, questi rotoli, questi buchi e questi gnocchi di carne siano della più rigorosa verità: perché farci subire questo spettacolo desolante?… Solo il brutto è vero?" Una signora assai corpulenta segue il documentario con uno sguardo torvo. Ciò che per alcuni è puro dibattito estetico, per lei è incarnazione, dramma personale. "Le laid c’est moi", sta pensando.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 27 ottobre 2007