Balocchi.

Andrea Tarabbia



Times Square è un enorme giocattolo di vetro, luci e rumore che colpisce e stordisce in un colpo solo tutti e cinque i sensi. Mi guardo attorno, il vetro degli occhiali riflette i bagliori delle insegne e mi costringe a voltarmi in continuazione. Dico: «Se mai dovessi immaginare di girare un film su Pinocchio, il Paese dei Balocchi sarebbe questo».
Poi vedo un piccolo cubo di cemento, rivestito di tubicini di luce colorata: è una piccola scatola grande qualche metro quadrato, ed è più o meno nel centro esatto della piazza. I tubicini sono bianchi e rossi, e mi accorgo che formano le strisce della bandiera americana. In un angolo, c’è un quadrato blu con cinquanta piccole lampadine bianche. La bandiera lampeggia, si accende e si spegne. Sembra un piccolo box office per i biglietti last minute per Broadway. Mi avvicino, giro attorno al gabbiotto rivestito dalla sua bandiera elettrica, leggo l’insegna. È un ufficio di reclutamento: qui i newyorkesi possono venire ad arruolarsi e volare direttamente in Iraq.
«È davvero il Paese dei Balocchi» dico.








pubblicato da a.tarabbia nella rubrica dal vivo il 26 ottobre 2007