Orologio.

Tiziano Scarpa



Alla Galleria Nazionale di Urbino vedo per la prima volta dal vivo la Flagellazione di Piero della Francesca. Arriva una comitiva con una guida: fa notare come, attraversando la sala, la prospettiva del quadro dia l’impressione di riorientare le architetture che sono dipinte dentro di esso, con un effetto ancora sorprendente ai nostri giorni. Lascio passare la comitiva, seguo il suggerimento della guida; ha ragione. Poi arrivo alla Muta di Raffaello. Ripassa la stessa comitiva. La guida dice che quella donna non si limita a non staccarci mai gli occhi di dosso, ma sembra che ruoti la testa seguendo il nostro movimento. Rimango di nuovo solo e rifaccio la prova. Vado da sinistra a destra, poi da destra a sinistra, di nuovo da sinistra a destra. La Muta gira la testa. Con un movimento oscillatorio, pittura e spettatore danno vita a un orologio di sguardi, un pendolo ottico che segna il tempo della nostra contemplazione reciproca.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 23 ottobre 2007