Papa.

Tiziano Scarpa



Sento una mia amica attrice al telefono, le chiedo come va. "Bene, benissimo. Siamo in scena con un testo di Karol Wojtyla. Un testo teatrale, non un’enciclica," ridacchia. "La bottega dell’orefice, sì, conosco," dico, "e come reagisce il pubblico?" "Un successo! Abbiamo il tutto esaurito, gente in piedi ogni sera perché non ci sono più posti, file al botteghino. Due si sono messi le mani addosso per un biglietto… E tu che fai?", mi domanda. "Oh, io sto per entrare in convento." "Gita?" "No, religione." "Eh?" "Ci vado a vivere come frate. Aspirante prete, insomma." "Ma dài! Una conversione improvvisa?" "Ho pensato che magari fra trent’anni mi fanno papa e mettono in scena le mie pièce e la gente le viene a vedere in massa." "Ti sei scelto la via più facile!" "Sicuramente più della trafila da drammaturgo."








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 17 ottobre 2007