4’33".

Tiziano Scarpa



Ho assistito a un’esecuzione di 4’33", il celeberrimo brano silenzioso di John Cage. Come è noto, si tratta in realtà di una performance: il pianista avvicina le dita alla tastiera, esita, rinuncia, apre e chiude il coperchio del pianoforte, siede immobile, ecc. I movimenti della sonata sono i suoi gesti. La pianista del concerto di oggi lo ha eseguito su tastiera giocattolo anziché su pianoforte a coda, sulla scorta dei pezzi scritti da Cage per il toy piano. Così mi sono reso conto che 4’33" non è affatto un brano sul silenzio in generale, e nemmeno una performance che mostra la sacra renitenza del musicista a fare musica, o la sua nevrosi ecc. È un brano che fa sentire il particolare tipo di silenzio che si può ottenere da quello strumento, così come se ne tirano fuori suoni specifici, con un timbro caratteristico. Per riuscire a suonare il silenzio di uno strumento, ci vuole uno specialista di quello strumento. Ogni cosa produce il suo silenzio, diverso da qualunque altro.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 16 ottobre 2007