Oro.

Tiziano Scarpa



Quest’anno va di moda l’oro. Le scarpe da donna non ce l’hanno soltanto all’esterno, sulla tomaia, ma anche dentro, nella suoletta sotto la pianta del piede, e ai lati: una superficie dorata fodera l’interno, anche in quei modelli che fuori sono di pelle scura. Le calzature con la doratura interna innescano una situazione contraddittoria: la scarpa splende solo quando è vuota; se la indossi la spegni, ne diminuisci la brillantezza gloriosa. In altre parole: possesso e uso ne mortificano lo splendore. È un perfetto emblema della merce: se ce l’hai, non ce l’hai (quando la indossi la snaturi); ce l’hai solo quando non ce l’hai (nell’integrità del suo splendore in vetrina), ma siccome ovviamente non puoi accontentarti di averla-senza-averla, la compri. Ma appena la compri, già non ce l’hai più, perché l’hai indossata spegnendone lo splendore, ecc. Il consumismo è inconsumabile.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 15 ottobre 2007