Democratico.

Teo Lorini



Da bravo italiano all’estero, stamattina ho voluto fare il mio dovere. Ho trovato sul sito del PD l’indirizzo del seggio più vicino e sono andato a votare per le primarie. In tasca sia euro sia moneta locale (alla fine l’obolo era in franchi svizzeri), sono entrato con un amico nell’Associazione Italiana di Lugano. Ci siamo trovati davanti a mo’ di scheda un foglio A4 con solo tre liste.
Una per Veltroni, una per Letta e una per… Veltroni!
La candidata cui volevamo dare il nostro voto non c’era. Pazienza, non avrà trovato in Ticino gente disposta a correre per lei. Succede.
Ciò che ci lasciava davvero straniti mentre ci allontanavamo dopo non aver votato erano quelle due liste per la stessa già designatissima e strabordante personalità. Ci venivano in mente le elezioni bulgare a partito unico, o quelle di certe repubbliche post-coloniali in cui la scheda ospita un paio di partitini di pura rappresentanza accanto al simbolo del leader gradito ai partner economici di riguardo che, già si sa, prenderà in ogni caso il 98% dei voti.
Abbiamo approfittato della mattina di sole per sederci davanti un italianissimo caffé e commentare. Come esordio per un partito che si chiama Democratico non c’è male.








pubblicato da t.lorini nella rubrica dal vivo il 14 ottobre 2007